mercoledì, giugno 08, 2016

Per un pugno di like

Tra le psicofollie figlie dei social network, il potere del like supera di gran lunga tutti gli altri, provocando alternativamente tragedie familiari, devastazioni adolescenziali, pippe mentali di vario genere e di varia entità! ;-)
Un like in più o in meno può cambiare il corso della giornata, l'umore della settimana, la depressione del mese.
Che poi possiamo fare i fighi e i superiori quanto vogliamo, ma non negate di aver fatto almeno una volta ragionamenti al limite della malattia mentale del tipo:
  • Tipa/o che mi piace e non mi mette mai un like: OMMIODDIO e ora che faccio? Che gli dico? Perchè non mi considera? Ho sbagliato tutto nella mia vita, sicuro! Vediamo se è connesso... OMMIODDIO è pure connesso, perchè non clicca?!?
  • Tipa/o che mi piace e mette il like: e niente, sono il più figo dell'universo, col mio fascino indiscutibile posso conquistare chi voglio, Pinco Pallino ha messo il like quindi posso iniziare a programmare la cerimonia nuziale e l'iscrizione dei bambini alla scuola privata (o è meglio la pubblica?).
  • Tipa/o che mi piace ma mette il like AD ALTRI: ecco, lo sapevo, mette il like a quella lì perchè sicuramente è zoccola. Chissà che ha fatto per convincerlo, c'è sicuramente sotto qualcosa anche se il like è alla foto della vicina di casa con le pantofole a forma di coccodrillo.
Oppure ancora...
  • Amico/a che mi mette un like. VERSIONE 1: ma che vuole? Perchè si fa gli affari miei? Non ha niente da fare invece di stare tutto il tempo a leggere la mia bacheca?!? Rosica, rosica... VERSIONE 2: chetelodicoafare, sono l'idolo delle masse!
  • Amico/a che non mette un like: bhè, poco male, in fondo lo sapevo che non era granchè, anzi quasi quasi gli tolgo l'amicizia...
Ok, adesso vi lascio, devo andare a controllare le notifiche di Facebook.. :D

domenica, giugno 05, 2016

Sara e le cose che non vogliamo vedere

Il punto, qui, non è il femminicidio (ma quanto è stupida questa parola??). Secondo me un atto brutale come quello di cui è stata vittima Sara non è strettamente legato al suo essere donna, ma al fatto che lei si sia rifiutata di vedere la realtà nella propria relazione.

A quanto pare i segnali c'erano: i litigi violenti, gli appostamenti a lavoro e fuori, la gelosia incessante, le richieste di modifica dell'abbigliamento.
Non voglio dire che la colpa sia stata della ragazza... Non ha certo responsabilità per essere stata speronata, colpita,  strangolata e bruciata... Non voglio dire che se la sia cercata, non lo penso nemmeno lontanamente.
Voglio dire che troppo spesso i sentimenti rendono ciechi, e questo vale per donne e uomini; alcuni comportamenti non andrebbero mai tollerati perché, anche quando non scadono nella ferocia di certe situazioni estreme, non potranno mai portare nulla di buono, e sono quindi soltanto da stroncare, senza SE, senza MA, senza accettare scuse o rimorsi.

Caro ipotetico compagno/a, per quanto io possa essere fastidiosa o possa farti saltare i nervi...sappi che:
Se mi urli contro dalla mattina a sera, non è amore!
Se mi segui di nascosto, non è amore!
Se mi metti le mani addosso anche soltanto un'unica volta, non è amore!
Se anche solo minacci di farlo, non è amore!
Se vuoi controllare la mia esistenza invece di essere lusingato dalla mi a scelta di condividerla con te, non è amore!
Non tollerate, non fate finta di non vedere, certi segnali sono talmente evidenti! La gelosia, il controllo, la manipolazione, non vanno mai accettati, apriamo gli occhi!

Svegliamoci, su.

lunedì, maggio 23, 2016

23 maggio 1992

Mi ricordo perfettamente quel giorno, avevo 12 anni e francamente ero parecchio ingenua e veramente poco informata sulla politica... e forse anche su come funzionava il mondo.
Del 23 maggio 1992, nel pomeriggio, ricordo soprattutto il silenzio.
Non capivo bene che cosa stesse succedendo, e in effetti non lo capisco bene nemmeno oggi, ma per motivi diversi.
Il silenzio era nel condominio, in strada, in casa; i miei stavano zitti zitti sul divano, e guardavano serissimi la tv, e nella mia testa di dodicenne priva di problemi,  all'improvviso apparve un nuovo, cattivissimo mondo.
Dei giorni successivi, l'altra cosa che ricordo con lucidità è il discorso della vedova Schifani, e il suo disperato "io vi perdono", che troppo presto, forse, è stato dimenticato.
Non bisognerebbe mai dimenticare le brave persone, bisognerebbe impegnarsi per esaltare gli eroi nelle fiction in tv, non i mandanti delle stragi.

domenica, maggio 22, 2016

Credo in..?

Di recente, le parole del sacerdote durante un funerale, le sue promesse di resurrezione, le rassicurazioni sull'incontro con i cari estinti in un indefinito futuro, il fantascientifico racconto di Lazzaro, mi sono suonate vuote come non mai.
Qualcuno mi ha chiesto: ma se non credi che ci sei venuta a fare? Ho risposto: non credo in dio, ma nelle persone si.
In realtà io credo in un sacco di cose, e mentre la gente, in chiesa, recitava meccanicamente il mantra cattolico, io pensavo alla mia personale professione di fede :)

Credo innanzitutto nell'amore! Tra fidanzati, sposati, genitori e figli, nonni e nipoti...
Credo che l'amore si trasformi nel tempo, e che, se vero, non finisca mai.
Credo negli occhi, dove sta tutta la verità che ci serve.
Credo nella gente, negli amici, in quelli che vedi ogni giorno ed in quelli che vedi ogni 10 anni.
Credo che, se non comporta un sacrificio insostenibile, bisogna perdonare e passare oltre, e credo che bisogna allontanare per sempre chi ci provoca più dolore che sorrisi.
Credo che se vuoi vivere in questo mondo lo devi rispettare e curare, senza aspettare che lo faccia qualcun'altro.
Credo che i confini siano solo nelle teste, e che facciamo tutti parte di un'unica razza: quella umana.
Credo che chi inizia una frase con "non sono razzista ma.." sia un razzista, e non lo voglio intorno.
Credo che bisogna nutrire il corpo ma anche l'anima, con la musica, la poesia, i dipinti, il cinema.
Credo che sia bello restare sempre un pò bambini leggendo un fumetto o guardando un cartone, facendolo possibilmente insieme a loro.
Credo che bisogna ridere ogni volta che ce n'è l'occasione...e se non c'è, possiamo sempre crearla noi.
Credo che bisogna lavorare per i soldi, ma soprattutto per rendersi utili.
Credo che quando si muore, si muore e basta, quindi tanto vale fare ora tutto quello che vogliamo fare, perché la vita è una, non ne conosciamo la durata, ma possiamo scegliere esattamente cosa farne.

Ecco, io credo in queste cose qui, tra le altre :)

~Rossella, La Leopardessa

domenica, maggio 15, 2016

Don Camillo

Confesso che, tutte le volte che facendo zapping inciampo in Don Camillo e Peppone, mi fermo e li (ri)guardo. Sarà che il "Mondo Piccolo" descritto da Guareschi è rassicurante, col parroco partigiano reazionario-ma-non-troppo, il sindaco comunista ma non così tanto da impedire alla vecchia maestra di avere la bandiera del Regno al proprio funerale... Brescello è uno spaccato dell'Italia appena uscita da un lungo periodo nero, in cui le rivalità non sono mai estreme, in cui i protagonisti aderiscono alle ideologie senza mai dimenticare che il primo movimento a cui appartengono è l'umanità, in cui magari ci si lamenta e si litiga ma mai si nega la mano al vicino di casa. L'Italia che vorrei, insomma.

martedì, maggio 10, 2016

"Il mondo sarebbe un posto di merda senza le donne. La donna è poesia. La donna è amore. La donna è vita. Ringraziala, coglione!" (Bukowski)

Questa cosa della donna forte c'ha scassato i cabasisi, direbbe il mio amato commissario Montalbano. Cosa vuol dire poi essere una donna forte? Che risolve problemi tipo Mr. Wolf? Che è in grado di gestire contemporaneamente l'attività di madre, moglie e lavoro fuori casa? Che non piange mai? Che non si ammala? Che guarda sempre avanti e corre come un treno?
Questo non vuol dire essere forti, vuol dire solo essere pratici.
O magari dipende dagli occhi con cui la guarda l'uomo che ha accanto?
La forza di una donna è un'altra cosa, e non sarà mai necessario spiegarla ad un uomo... forte. 
Le consapevolezze, le insicurezze, le ferme certezze di una cosiddetta donna forte, sono l'essenza stessa della sua energia, della sua robustezza.
E cose tipo le quote rosa, signori, quelle sono un'offesa alla nostra intelligenza, o almeno lo sono alla mia. Che non è niente male! 

giovedì, maggio 05, 2016

Fortuna

Povera Fortuna, con un nome che ora sembra una battuta di pessimo gusto. 
Delle tue orribili sofferenze, delle violenze subite alla tua piccola età, del silenzio che ha accompagnato le tue torture, siamo complici tutti, non solo i tuoi vicini di casa che hanno taciuto per due anni. 
Siamo tutti complici ogni volta che guardiamo un delitto, un sopruso, una cattiveria gratuita e ci voltiamo dall'altra parte. 
Insieme al mostro che ti ha ha spinta giù dall'ottavo piano perché rifiutavi l'ennesima violenza, ti hanno uccisa il silenzio e l'indifferenza...


lunedì, maggio 02, 2016

La magia delle parole

Sono molto affascinata da chi sa giocare con le parole saltellando da un genere all'altro, da chi sa utilizzarle per volare e ritornare giù con grande disinvoltura.
Tra gli autori contemporanei, due di quelli che lo sanno fare superbamente sono Daniel Pennac e Stefano Benni.
Tutti e due sanno farmi accendere il cervello, mi fanno pensare, mi invitano a cercare i significati doppi e tripli di ciò che scrivono, ed entrambi, con la loro sfrenata fantasia, usano geniali neologismi e riescono a trasformare termini di uso in comune in parole apparentemente nuove.
Oggi sono in sindrome da copia/incolla, e quindi ecco qualche piccola perla:


  • E ci sono periodi molto maperò nella vita. Il fiume degli eventi ristagna e non si sa quale direzione prenderà, e andiamo alla deriva in acque torbide. Poi l'acqua diventa limpida, il torrente scorre, e tutto torna trasparente. Così fu la mia vita, da quel mattino. (S. Benni, "Margherita dolcevita")
  •  Era l'inferno: file di auto sotto la pioggia, strade chiuse, ingorghi da cui saliva una canea di clacson. Mostri con macrocrani rotondi e istoriati procedevano su motosauri a due ruote, zigzagando per sensi unici e marciapiedi. Alla fermata del dragobruco in ritardo c'erano già almeno 50 persone fradicie e inviperite... (S. Benni, "Achille Piè Veloce)
  • Bisogna assomigliare alle parole che si dicono. Forse non parola per parola, ma insomma ci siamo capiti. (S.Benni, "Saltatempo")
  • Torna naturalmente al trucido feuilleton del Grande Magazzino dove finzione e realtà copulano allegramente (D.Pennac, Il paradiso degli orchi)
  • Non ti lascerò sola in questo bianco e nero. (D.Pennac, Il paradiso degli orchi)
  • È strano, l'uomo. In quel momento facevo ancora in tempo a defilarmi ringraziando il buon dio Caso. Ma una delle innumerevoli caratteristiche che distinguono l'uomo dalla bestiola è di volerne di più. E anche quando la quantità è sufficiente, reclama la qualità. I fatti brutti non gli bastano più, vuole anche i "perché", i "come" e i "fino a che punto". (D.Pennac, La fata carabina)
  • Un errore giudiziario è sempre un capolavoro di coerenza. (D.Pennac, Signor Malaussene)

Etc, etc, etc...

sabato, aprile 30, 2016

Premiata ditta ricordi&rimpianti

Per come la vedo io, ha ragione Faber quando dice che "è meglio esserci lasciati che non esserci mai incontrati".
I ricordi possono intristire, rallegrare, sopraffare, creare una moltitudine di sensazioni più o meno forti, ma i rimpianti... quelli possono annientare una persona.
Lottare per dimenticare è poco utile, meglio imparare un giorno alla volta a convivere col passato ed a trarne esperienze ed insegnamenti.
Mi piace pensare di aver SCELTO tanto e subíto poco nella mia vita, ed è una consapevolezza niente male.

domenica, aprile 24, 2016

Sadako, le sue mille gru e l'utopia della pace

Ieri, al Japan Fest, ho assistito alla proiezione di un particolare lungometraggio di animazione degli anni novanta: "Sulle ali di una gru".

Il film, distributo e doppiato in Italia grazie ad un'operazione di crowdfunding, racconta la storia vera di Sadako Sasaki, bimba che nell'agosto del '45, quando fu sganciata su Hiroshima la bomba atomica, aveva pochi mesi e riuscì a scampare al pericolo imminente.
Questo non fu però sufficiente a salvarla, infatti nel 1954 morì stroncata dalla leucemia causata dalle radiazioni assorbite. Durante il suo lungo ricovero in ospedale, la bambina, credendo nella leggenda che le era stata raccontata, costruì incessantemente origami a forma di gru, sperando che avendone create 1000, esse avrebbero potuto realizzarne un desiderio.

Nel parco del Museo della Pace di Hiroshina, che spero un giorno di poter visitare, si trova la statua di Sadako, con le braccia rivolte al cielo e una gru che si innalza su di lei, e siccome i cartoni possono compiere delle grandi magie, ecco che la bambina viene giù dal piedistallo per fare amicizia con una coetanea dei giorni nostri in visita al museo, alla quale racconta la sua triste storia ma con cui passa anche una giornata spensierata.

Le piccole gru di Sadako, insieme a quelle costruite dai suoi amici, sono state effettuvamente sepolte insieme a lei, e questo pensiero, insieme alla raccolta firme che proprio i suoi compagni avviarono dopo la sua morte per far costruire la statua, sono le cose che più mi hanno colpito.

In un luogo in cui per tanto tempo ha regnato solo morte e distruzione, dove le vittime (solo nell'immediatezza) sono state più di 350.000, dove sarebbe stato certamente più facile DIMENTICARE, si fa di tutto per ricordare, sempre.
La visita al Museo della Pace è un obbligo e forse anche una necessità per ogni scolaresca del Giappone, sicuramente legato anche al rifiuto della guerra dichiarato nella stessa Costituzione; il Giappone infatti non ha un "esercito", non fa missioni militari, ma è  dotato di "forze di autodifesa" perchè le parole ed il modo con cui chiamiamo le cose, hanno un peso.

La maggior parte delle popolazioni occidentali avrebbe qualcosa da imparare da questo modo di vedere la vita...

martedì, aprile 19, 2016

Piccoli (ma non troppo) bulli crescono

Quando si parla dei numerosi, più o meno gravi, gesti di prepotenza compiuti da bambini, mi manda in bestia sentire da genitori o insegnanti: "e va bene, ma sono bambini!", come se fosse un alibi, come se fosse accettabile, come se la maggior parte di questi comportamenti non dipendessero da noi adulti.

Un bambino che costringe un altro a fare i compiti al posto suo, è un bullo.
Un bambino che chiede ad un altro di pagarlo in cambio del silenzio con la maestra per una marachella, è un bullo.
Un bambino che coinvolge la classe mettendo al centro chi si trova alla prima, piccola, delusione d'amore, è un bullo.
Un bambino che, di fronte ad un altro che piange, lo addita, lo deride e lo porta al centro dell'attenzione, è un bullo.

La sola reale differenza tra un bullo molto giovane ed uno è meno, è che è più facile raddrizzare l'alberello durante la sua crescita...tutto qua. Ogni atteggiamento di questo tipo va stroncato subito e senza giustificazioni.

lunedì, aprile 11, 2016

La musica che gira intorno (a me)

Ho letto da qualche parte che la musica che ascoltiamo durante l'adolescenza, poiché è il periodo nel quale si cerca la propria identità, ha una grande influenza nella formazione del carattere.
Ripensandoci, all'epoca ascoltavo le cose più disparate, ma alcuni dischi finivano per avere i solchi, li ascoltavo a ripetizione, li conservavo con cura (li ho con me anche adesso dopo tanti anni), ed imparavo rigorosamente a memoria il contenuto del libretto :)
I miei album-fissazione erano:
  • Jagged Little Pill di A. Morisette
  • The bends dei Radiohead
  • Unplugged in New York dei Nirvana
  • Left of the middle di N.Imbruglia
  • Spice delle Spice Girls (lo so, lo so, non c'è da vantarsene, ma ero gggiovane e fanciulla, ci sta!)
  • Nine lives degli Aerosmith

E poi sono arrivati Samuele Bersani e Daniele Silvestri e mi ci sono praticamente tuffata dentro, senza allontanarmene mai più.

Mi piacevano cose tanto diverse tra loro che mi chiedo spesso se e COME mi abbiano effettivamente cambiata, durante la mia crescita. Anche oggi, quando voglio comunicare con facilità uno stato d'animo, mi affido spesso ad una canzone, e allo stesso tempo ammetto che sentirne una può modificare tutto l'andamento della mia giornata. Troppo volubile? Forse.
Io però mi lascio sempre cullare volentieri dalle note, volando in posti e tempi lontani da me.

sabato, aprile 09, 2016

Un'ottima annata & l'arte di rallentare

"Un'ottima annata" è uno di quei film che, pur non essendo degli oggettivi capolavori, ti restano nel cuore e si fanno ricordare per molto tempo.

Il regista è Ridley Scott, e questo potrebbe anche bastare.

E' facile trovare la trama su wikipedia, quindi qui dirò il minimo indispensabile: il protagonista Max/Russel Crow, broker freddo, arrivista e stacanovista, alla morte dello zio che non vede da quando era un ragazzino, ritorna in Provenza per occuparsi dell'eredità lasciatagli, ossia l'amato vigneto a cui aveva dedicato la vita.
Da qui inizia il viaggio di Max, che si rivela soprattutto psicologico, con il rientro nei luoghi della giovinezza, i ricordi di una vita più semplice ma più vera che riaffiorano, l'incontro con la passionale e del tutto irrazionale Fanny/Marion Cotillard e quello con la cugina di cui sconosceva l'esistenza... tutti questi avvenimenti iniziano a far cambiare il cinico Max, a farlo staccare lentamente dalla frenesia a cui è abituato e a fargli (ri)scoprire il gusto per le cose semplici e per l'amore.

Se la trama vi sembra banale non fatevi condizionare dal mio riassunto, davvero, guardate questo film, è delizioso, scalda il cuore ed è fin troppo facile immedesimarsi con il protagonista.
Il finale, poi, è veramente una poesia, si trova su youtube ma non vi consiglio di vederlo senza aver visto l'intero film. Buona visione dunque a chi accetterà il mio consiglio, e qui sotto un po' di materiale per incuriosire...

Max Skinner: Ogni mio ricordo è ambientato nel raggio di cento metri da questo preciso punto.
Christie Roberts: E sono bei ricordi?
Max Skinner: No. Sono fantastici.

venerdì, aprile 08, 2016

Nuove normalità

Sull’omosessualità, i diritti, i doveri, i limiti, l’etica, si dice tanto. Secondo me, si dice troppo e soprattutto da parte delle persone sbagliate.
A me che sono nerd, quando si parla dell’argomento, vengono subito in mente due serie tv: “The new normal” e “Modern Family”, che hanno il gran pregio di strapparmi sempre un sorriso :-)

The New Normal” è una deliziosa serie composta da un’unica stagione, con protagonista una coppia gay  stabile ed equilibrata che decide di avere un bambino tramite utero in affitto; durante la ricerca della madre surrogata la coppia conosce Goldie, una ragazza con un passato complicato ed un presente… ancora peggio! Goldie ha tutt’altro che una vita equilibrata, ha una figlia (geniale) di 9 anni avuta molto presto ed una madre ossessiva e bigotta a completare il quadretto. Quando accetta di fare da madre surrogata per i due papà, in realtà il rapporto diventa biunivoco, e sono loro due che finiscono per fare a loro volta da famiglia alla ragazza e alla bambina, creando tantissime situazioni comiche ma anche spunti di riflessione che ci fanno chiedere quale sia la vera “normalità” in tutta questa un po’ surreale nuova grande famiglia felice.


Modern family” è, credo, la sit-com più famosa e di successo degli ultimi anni. Racconta le avventure quotidiane di una famiglia allargata della California a partire dal nonno Jay, sposato in seconde nozze con la bellissima colombiana Gloria che ha già un figlio di 9 anni dal primo balordo e assente marito. E ci sono le famiglie dei 2 figli di Jay: il figlio Mitchell, gay, col suo istrionico compagno e la figlia adottiva vietnamita; infine abbiamo la figlia Clare che ha invece una famiglia più "tradizionale", completata da un marito e tre figli. 
La cosa veramente azzeccata della serie è il modo in cui chiunque la guardi può veramente identificarsi in almeno uno dei protagonisti, nonché la scelta del massimo realismo delle situazioni rappresentate.

Mi rendo conto che può sembrare semplicistico suggerire la visione di un programma televisivo a chi non riesce ad accettare nemmeno la realtà che si trova di fronte al proprio naso, però non si sa mai... io uno sguardo lo darei :-)

giovedì, aprile 07, 2016

Tutta colpa di Jane Austen

Noi donne abbiamo spesso un’idea distorta del romanticismo, e la colpa secondo me è tutta di Jane Austen (oppure abbiamo sbagliato in massa il secolo di nascita).

In pole position ovviamente metto “Orgoglio e Pregiudizio” dove troviamo miss Elizabeth Bennet, eroina a suo modo moderna, che non accetta il ruolo di donna tipico della sua epoca e non si accontenta praticamente mai. La storia è nota a tutti: c’è lei, bella ma poco appariscente, intelligente, indipendente per quanto le sia possibile nel contesto in cui vive, prigioniera del suo dovere di secondogenita di fare un buon matrimonio prima possibile. E poi c’è lui, l’Uomo con la U maiuscola, il Mr. Darcy che popola i sogni di milioni di fanciulle ancora oggi, bello, affascinante, algido, snob, pronto però a rivelare la sua natura più intima e dolce solo a colei che ha saputo conquistarlo dimostrandogli di non aver BISOGNO di lui.

Ecco, questo uomo qua non esiste.

A ruota troviamo “Emma”:  un must, un’amicizia uomo-donna che sfiora il livello di “Harry, ti presento Sally”:  qui la protagonista è una rompiscatole professionista, simpatica per carità, ma anche saputella e con la pretesa di essere in grado di formare coppie tra tutte le sue conoscenze, salvo il fatto che entrerà in crisi quando a trovare una compagna sarà Mr Knightley, suo fedele amico e confidente, da lei mai considerato come uomo fino a quel momento nonostante i tentativi di approccio di lui. A quel punto, manco a dirlo, la gelosia apre gli occhi ad Emma che si rende conto di essere innamorata dell’amico e, secondo me non meritandolo, riesce alla fine a ricevere la fatidica proposta dall’amato.

E niente, neanche questa cosa qua esiste.

Dulcis in fundo, piazzerei “Ragione e sentimento”, in cui il vero amore trionfa sul richiamo del portafogli, facendo convolare a nozze la squattrinata Miss Dashwood, caduta in disgrazia dopo la morte del padre, con il suo bell’Edward che rinuncia ad un fidanzamento segreto che dura da 5 anni con una signorina altolocata e che ha perdipiù l’approvazione dell’intera famiglia.

Che lo dico a fare, anche questa situazione è piuttosto improbabile.

Morale della favola: Jane Austen ci ha proprio rovinate.


P.S. Io ho visto il film “Orgoglio e Pregiudizio” del 2005 qualcosa come venticinquediciassettemillavolte. Tipo. Forse qualcosa di più.

Mr, Darcy (nel film del 2005)

L'uomo col megafono

1995: in quegli anni seguivo sempre il Festival di Sanremo, sera dopo sera, seguendo la competizione soprattutto se partecipava qualcuno dei miei beniamini adolescenziali, e buttando un occhio e un orecchio alle nuove proposte.
È stato un grande anno quello, perché tra gli sconosciuti, è apparso un certo Daniele Silvestri che, posizionandosi ultimo in classifica, è però entrato di diritto nel mio cuore.
Quella volta cantava "L'uomo col megafono", un pezzo che trovavo e trovo anche ora geniale, ispirato, originale.
L'aspetto che preferisco in lui è il suo stile senza stile, nel senso che in ogni album non esiste un unico genere, ma si può veramente trovare di tutto: dal blues alla ballad, dalla canzone politicamente impegnata all'umorismo più improbabile. Con queste caratteristiche sarebbe stato difficile stancare, e infatti così è stato.
Il nuovo disco, "Acrobati", si attiene a questo modo di fare musica, contiene qualche piccola chicca che mi ha veramente colpita (Pensieri, per esempio), e adesso aspetto solo di godermelo dal vivo in un tour teatrale che promette benissimo :)

mercoledì, aprile 06, 2016

La Musica, la malinconia e il LA minore, l'accordo perfetto!

Io non ho mai pensato alla malinconia nella sua accezione negativa. Trovo che una persona allegra, come lo sono io, possa serenamente crogiolarsi di tanto in tanto in una canzone triste, senza per questo ESSERE triste.
Da tipa lunatica e volubile quale sono, una delle passioni coltivate e mai portate a termine fu, a 16 anni, prendere lezioni di chitarra, e l'impegno riuscì a durare persino qualche mese (sempre meglio delle mie improbabili collezioni di oggetti e di fascicoli da edicola...).
Comunque.
In quella occasione, iniziando totalmente ignorante in tema di musica, mi è capitato di accorgermi ed innamorarmi di un preciso, singolo accordo: il LA minore!
Trovo che sia l'accordo perfetto, la via di mezzo tra l'allegria e la depressione, dà quel tocco di malessere accennato che rende affascinante il brano, e lo rende anche più piacevole da cantare.
Effettivamente tutto questo discorso può suonare parecchio strampalato ed è infatti la prima volta che lo esprimo "ad alta voce", ma mi ha ispirato un articolo molto carino letto oggi su Vanity Fair, che riguardava una classifica delle canzoni più tristi di sempre con cui, manco a dirlo, non concordavo. Su questa scia, butto giù anch'io una lista di canzoni tristERRIME e bellissime, ovviamente secondo il mio balordo e personale criterio e senza alcun nesso logico tra loro XD. Eccola:

- The one (Elton John)
- Creep (Radiohead)
- Trouble (Coldplay)
- Wish you were here (Pink Floyd)
- Someone like you (Adele)
- Time after time (Cindy Lauper)
- Ho messo via (Ligabue)
- Briciole (Noemi)
- Rimmel (F. De Gregori)

Buonanotte, e buoni Sogni.
~La Leopardessa~

martedì, dicembre 06, 2011

I love shopping... su internet!

Buonasera!
Fortunatamente per mio marito, non sono una shopaholic del livello di Becky Bloomwood (la protagonista della serie "I love shopping"), ma negli ultimi 3 anni il mio modo di fare shopping si è assolutamente evoluto verso nuovi orizzonti XD
Perché infatti perdere ore e ore in mezzo al caos e alla confusione, non avendo mai un chiaro completo delle differenze di prezzo tra un negozio e un altro, stressandosi per trovare parcheggio, prenotando un capo di abbigliamento o un oggetto elettronico finendo in interminabili liste di attesa? La risposta è che non c'è un vero motivo per subire tutto ciò, da quando esiste il meraviglioso shopping on line e, soprattutto, gli OUTLET on line. Sto parlando di una serie di negozi virtuali, con vetrine temporanee che durano alcuni giorni a rotazione tra vari brand, che riescono a vendere prodotti di ogni genere, più o meno famosi e più o meno griffati, a prezzi molto competitivi e con sconti anche del 70%. Tra questo Buyvip, Vente-Privee, Saldiprivati, Ovo, Privalia etc. Per esempio il mio ultimo acquisto è stato su Saldi Privati, dove ho acquistato il robot Moulinex Masterchef 8000 a metà prezzo (prezzo ovviamente verificato on line su vari siti di confronto prezzi, e dal vivo in un paio di catene di negozi di elettrodomestici).
Posso sinceramente dire di aver fatto grandi affari acquistando su questi siti con sconti sostanziosi e con l'immensa comodità di verificare i prezzi, pagare tramite web, ricevere tutto comodamente a casa mia, e avere un normalissimo diritto di recesso (spesso più semplice da far valere rispetto ai negozi tradizionali che troppo spesso fanno ostruzionismo).
A questi siti, a cui si accede ricevendo l'invito da qualcuno già iscritto, si aggiunge un altro sito splendido che è Yoox. Qui le vetrine non sono temporanee, ma è un vero e proprio outlet on line di abbigliamento e accessori di grandi marche (compresi per esempio Braccialini, D&G, Cavalli, Ferrè, Alviero Martini, Moschino etc), che tutto l'anno propone prezzi decisamente più bassi di quelli di listino e dei negozi tradizionali, e durante il periodo dei saldi è assolutamente conveniente. Io ormai "tradizionalmente" durante i due periodi di saldi compro una o due borse che altrimenti non potrei mai permettermi e per le quali onestamente non sarei mai disposta a spendere le assurde cifre originali.
Un altro bel sito da segnalare è sicuramente OutletBambini, un outlet on line per marchi come Brums e Bimbus, dove poter fare acquisti per i piccoli senza svenarsi inutilmente ;-)

Insomma, perchè stressarsi e spendere di più, quando si può andare oltre, risparmiare, avere le comodità e ricevere tutto a casa beatamente? :D

sabato, novembre 26, 2011

Processini e processetti

Mi è tornato in mente all'improvviso l'altro giorno, parlando di matrimoni.
Tra le innumerevoli ipocrisie e ridicolaggini della chiesa cattolica, ci sono alcuni passaggi obbligatori per chi vuole sposarsi in chiesa (si. 7 anni fa la pensavo diversamente da oggi, ero piuttosto sicura di volermi sposare in chiesa, e diciamo che tutti questi rituali ridicoli hanno contribuito a farmi cambiare, insieme ad argomenti ben più seri, idea).
La parte "meno peggio" è il corso prematrimoniale tenuto ovviamente da un prete, che non si capisce cosa possa mai sapere sulla coppia e sul matrimonio, il più delle volte coadiuvato da una coppia di fiducia della parrocchia, con almeno 4-5 figli; il tutto è incentrato al 70% sul significato cattolico del matrimonio, e al 30% sullo scopo del matrimonio che è la procreazione. E qui mi fermo.
La seconda cosa assurda è che, se i futuri sposi hanno vissuto dopo i 16 anni di età in un comune che non è quello di residenza attuale, devono portare due testimoni che dichiarino al prete che la persona in questione non ha avuto figli nè precedenti matrimoni. Noi lo abbiamo dovuto fare entrambi, ed è stato anche abbastanza comico prendere in giro l'obbligo, visto che per me sono andate 2 vicine di casa dei miei, per mio marito 2 suoi carissimi amici, una dei quali è napoletana e lo conosceva da, tipo, un mese ;) Ma l'importante era che giurassero quello che era loro richiesto -_-
La terza, improponibile, anacronistica, assurda richiesta della chiesa per celebrare il matrimonio è il famigerato PROCESSETTO (o Giuramento Ecclesiastico). Praticamente i futuri sposi, rigorosamente uno alla volta e teoricamente senza parlarsi (tipo "Gioco delle Coppie" insomma), vengono intervistati da un prete o chi per lui, con domande che rasentano la follia. Alla sposa per esempio viene chiesto tra l'altro se sia a conoscenza dell'eventuale impotenza del marito, ma le viene anche chiesto se sia "pubblicamente onesta", che non credo abbia bisogno di spiegazioni ;) Ma se la sposa è "pubblicamente onesta" (e ovviamente il prete stesso ti guida sulle risposte dicendo esplicitamente "qua si deve mettere SI"), come potrebbe sapere se il fidanzato è impotente? :D Poi viene chiesto ad entrambi di giurare di crescere i figli (che la coppia DEVE impegnarsi a mettere al mondo) secondo la religione cattolica, di essere contro il divorzio e contro l'aborto e naturalmente di sottoscrivere un documento in cui affermi queste cose, e ti spiegano che se si dovesse scoprire che hai dichiarato il falso, il prete può decidere di annullare il matrimonio.
Sembra fantascienza ma, purtroppo, è la realtà :\

lunedì, settembre 07, 2009

Per ridere un po'... ma anche no.

Postato sul forum di Hera, non ho resistito e lo incollo qui:

Prontuario di risposte semi-serie
per alcune delle domande e dei commenti i***ti
che tipicamente la gente vi fa


"Sei troppo stressata, rilassati e vedrai che resterai incinta"


Io sono sempre rilassata, tranne quando sento dire simili stronzate.
Sono stata rilassata per circa due anni e non sono rimasta incinta, quindi ho deciso che è meglio cambiare metodo.
Pensi che rilassarmi mi farà riaprire le tube?
Certo... Immagino che anche tu l'anno scorso, quando ti hanno licenziato, ti sei rilassato e così hai trovato un altro lavoro.


"Come mai non avete ancora figli?"


Perché il nostro gatto è allergico ai bambini.
Sono circa sei anni che cerchiamo di capirlo.
E' un po' lungo da spiegare, ma se vuoi posso farti avere una fotocopia di tutti gli esami che abbiamo fatto, così te li studi con calma.


"Quand'è che vi deciderete a fare un bambino?"


Veramente lo abbiamo deciso cinque anni fa...
Quando i miei ovociti e gli spermatozoi di mio marito decideranno di incontrarsi.
E tu quand'è che ti deciderai a farti una lobotomia?


"Ma perché poi insistere tanto per avere un figlio..."


Per avere gli assegni familiari.
Perché il nostro cane soffre un po' la solitudine e pensavamo che con un bambino in casa avrebbe compagnia.
Per avere qualcuno a cui lasciare in eredità le nostre enormi ricchezze.


"Ma avete mai pensato all'adozione?"


Secondo te???
Purtroppo non possiamo adottare, io ho precedenti penali per omici*** / mio marito ha precedenti penali per pedofilia / siamo alcolizzati / siamo tossicodipendenti (ecc.)
Sì, infatti abbiamo già presentato la domanda.


"In fondo si vive bene anche senza figli"


Ah sì? E allora come mai tu nei hai due??
Certo, ma se avessi un figlio vivrei molto meglio.


"Si vede che è destino / la volontà della natura"

Quindi secondo te nessuno dovrebbe curarsi, perché è destino o volontà della natura essere car***patico o diabetico o depresso o miope o qualunque altra cosa?


"Si vede che è la volontà di ***"


Scusa, ma tu che ne sai della volontà di ***?
Veramente nella Bibbia c'è scritto "crescete e moltiplicatevi"...
Quindi secondo te tutti i mali del mondo sono frutto della volontà di ***?


"Se vuoi tanto un figlio, posso darti i miei!"


No, grazie, spero di riuscirne ad averne di più carini.
Effettivamente sono bambini o***si, ma non pensavo che li detestassi fino a questo punto.
Grazie, mi piacerebbe un sacco! Quando posso venire a prenderli?


"Ma dai, non angosciarti, sei ancora così giovane"


Le tube possono essere chiuse anche a 20 anni.
Ho un problema riproduttivo destinato a peggiorare col passare del tempo, quindi sarei un'i***ta se non mi preoccupassi.
Se tuo marito morisse domani, penseresti che non devi preoccuparti perché tanto sei ancora abbastanza giovane da trovarne un altro?


"Sei proprio sicura che questo medico sia bravo? Ci sono tante speculazioni..."

Purtroppo no, non è molto bravo... Ma sai, quelli bravi sono carissimi... Anzi volevo chiederti, non è che avresti diecimila euro da prestarmi?


Test per le fivettare
Sai di essere entrata nel fantastico mondo della PMA se...

(ANALISI E VISITE MEDICHE)

... negli ultimi mesi hai fatto più visite mediche e più analisi di quante ne fa la maggior parte delle donne nel corso di un'intera vita.

... i referti delle tue analisi più recenti occupano due faldoni del peso me*** di 4 chili e richiedono un trolley per essere trasportati.

... il tuo medico della mutua non riesce a scrivere correttamente il nome di più del 50% delle analisi che ti prescrivono gli specialisti.

... il regalo che vorresti per il tuo prossimo compleanno è un ecografo.

... hai capito che quando un medico dice che un esame è "leggermente fasti***so" è meglio che insisti per eseguirlo in anestesia generale.

(DENARO)

... l'uscita principale del tuo bilancio familiare è quella relativa alle spese mediche.

... inizi seriamente a pensare di accendere un mutuo (o vendere la macchina, chiedere la cessione del quinto, chiedere un anticipo ai tuoi genitori sul regalo del prossimo natale ecc.) per pagare le parcelle del ginecologo.

... ti capita di avere in casa 5.000 euro di medicinali.

(TEMPO)

... usi simultaneamente e senza sbagliarti tre calendari: quello gregoriano, quello mestruale e quello fivettiano.

... ogni aspetto della tua vita, inclusi il lavoro e le ferie, è organizzato in base ai calendari mestruale e fivettiano.

... ti capita spesso che qualcuno ti chieda "Che giorno è oggi?" e tu gli rispondi dicendogli in quale giorno del ciclo mestruale sei.

... passi intere giornate a incrociare i tre calendari per calcolare il periodo migliore in cui fare la prossima fivet (NB: il periodo migliore non esiste e qualunque calcolo si rivelerà sbagliato).

... sei in grado di rispondere a bruciapelo a domande come: "In quale giorno dovrebbero venirti le mestruazioni perché tu possa iniziare la prossima FIVET evitando che il pickup cada nelle vacanze di Pasqua e che il transfer cada nel fine settimana in cui zia Rosa viene a trovarvi dall'America e tu nel frattempo possa andare a quel convegno a cui il tuo capufficio tiene tanto e tuo marito abbia finito la cura antibiotica che gli ha prescritto l'andrologo?"

(MEDICI)

... alla lettera M della tua rubrica telefonica tutte le pagine sono occupate da recapiti di ginecologi, andrologi, endocrinologi, laboratori di analisi aperti anche il giorno di Natale, farmacie, infermiere professioniste.

... sai a memoria il numero di cellulare del tuo ginecologo.

... parlando con amiche fivettare, ti riferisci al ginecologo non chiamandolo per cognome ma usando diminutivi affettuosi.

... ti è capitato che un medico ti abbia chiesto se sei un collega (v. anche alla voce INTERNET).

(FARMACI E INIEZIONI)

... l'intero scomparto verdure del tuo frigorifero è occupato da gonadotropine.

... hai passato almeno un pomeriggio a spiegare al tuo medico della mutua cos'è la nota 74.

... vorresti che il prossimo Nobel per la medicina fosse assegnato allo scopritore delle gonatropine per uso orale.

... leggendo i foglietti illustrativi dei farmaci, scopri che l'unico vero effetto collaterale non segnalato è il divorzio (v. anche alla voce VITA DI COPPIA).

(VITA SOCIALE)

... a volte le persone guardano in modo strano i lividi e le cicatrici che hai sulle braccia.

... usi correntemente termini e sigle che nessuno dei tuoi amici ha mai sentito nominare.

... trovi normale intavolare conversazioni su argomenti come l'assisted hatching, la biopsia embrionale, i farmaci antagonisti o la ICSI con spermatidi, dimenticando che per la maggior parte delle persone per avere un figlio basta fare sesso.

... quando esci a cena con le tue amiche fivettare, nei tavoli intorno al vostro cala uno strano silenzio.

... hai reazioni incontrollate quando qualcuno pronuncia una delle seguenti frasi:
"Come mai non avete ancora figli?"
"Sei troppo stressata, rilassati e vedrai che resterai presto incinta"
"Ma perché insistere tanto per avere un figlio, si vive bene anche senza"
"Si vede che è destino"
"Ma avete mai pensato all'adozione?"
(vedere le possibili risposte nel documento "Hai detto... Rilassati??!!).

(VITA DI COPPIA)

... gli sforzi che deve compiere tuo marito per resistere alla tentazione di chiedere il divorzio sono proporzionali alla quantità di farmaci che assumi quotidianamente.

... la prima volta che hai minacciato seriamente di divorzio tuo marito è stato quando si è lamentato del terribile stress che gli procurava sottoporsi a uno spermiogramma.

... la seconda volta che hai minacciato seriamente di divorzio tuo marito è stato quando ha detto che il tampone uretrale è dolorosissimo.

... dopo aver assistito ad almeno un'isteroscopia o a un pickup, tuo marito ha smesso di lamentarsi.

(INTERNET)

... almeno due terzi degli indirizzi Internet nel tuo booomark riguardano siti medici.

... consulti MedLine molto più spesso della maggior parte dei medici.

... capita che il tuo gine ti chieda "Hei, dove l'hai scovato questo articolo?" o che un medico ti chieda se sei un collega.