martedì, marzo 20, 2018

La vita al tempo degli open space

Non si capisce perché una come me, che ricorda particolari e dettagli irrilevanti si cose accadute anni fa, abbia invece la memoria corta quando si tratta di altre situazioni. Così mi ritrovo troppo spesso impantanata in incomprensioni o delusioni che avrei potuto evitare...col silenzio.
Diciamolo, stare zitta e fermare la lingua al momento giusto non sono esattamente i miei punti forti, dico con troppa disinvoltura quello che penso quasi a chiunque: familiari, amici, colleghi. Quest'ultima categoria è certamente la più delicata, forse la più pericolosa; stabilire dei limiti tra l'amicizia ed il lavoro è qualcosa che, confesso, mi riesce davvero difficile.
E così mi ritrovo in un infinito loop di fraintendimenti, chiacchiere, pettegolezzi, chiarimenti, sotterfugi, finti sorrisi, fazioni, alleanze, altri chiarimenti, altre delusioni.
Poi, tutte le volte, divento vittima di una sorta di demenza senile precoce e dimentico; mi illudo di aver compreso gli strambi, anomali equilibri in vigore negli ambienti di lavoro, di saperli gestire, e invece il ciclo ricomincia presto ed io rientro inesorabilmente in quel loop.

mercoledì, marzo 14, 2018

Stephen Hawking

Oggi se ne va, insieme a Stephen Hawking, un grandissimo uomo, un rivoluzionario scienziato, un visionario, ma soprattutto il simbolo della forza d'animo, della caparbietà umana e della inossidabile verità che TUTTO È POSSIBILE, se ci si crede profondamente.
Quasi tutti conosciamo la sua storia, in molti abbiamo visto il bellissimo film tratto dalla sua biografia, poche menti in grado di farlo hanno letto le sue opere e tutte le sue parole.
Certo è che il professor Hawking ha cambiato il mondo, ci è entrato, lo ha vissuto nella maniera più piena possibile, ha creato nuove infinite possibilità per sé stesso e per gli altri, ha portato qualcosa di nuovo, è andato via con la certezza di aver raggiunto quello che secondo me è lo scopo di ogni essere umano sulla terra: conoscere il più possibile, vivere con passione ogni giorno, farci sorridere facendo la guest star in Big Bang Theory, concludere la propria esistenza dopo aver migliorato le vite altrui.
E quindi, GRAZIE, professore, ti dobbiamo molto.

lunedì, marzo 12, 2018

L'amica geniale - Elena Ferrante

Dopo un inizio un po' stentato, sono stata letteralmente catapultata nel mondo della saga "L'amica geniale".
Elena Ferrante (pseudonimo dell'autore/autrice, attualmente ancora anonimo), nonostante l'enorme quantità di famiglie e personaggi coinvolti nelle vicende, riesce infatti a fare immergere il lettore nei posti, nei tempi, nelle stanze e nei negozi di una poverissima Napoli anni 50. Le principali protagoniste sono due amiche, una delle quali è la voce narrante, seguite nel loro percorso dalle scuole elementari in poi, in un susseguirsi di avvenimenti ordinari e straordinari, nella vita privata ma anche nell'affrontare i numerosi cambiamenti della società, dal dopoguerra ai giorni nostri.
La saga è composta da quattro romanzi (io al momento sto divorando il secondo) e la cosa che mi continua a sorprendere è la facilità con cui ci si immedesima nelle due ragazze: sono caratterizzate così bene nelle varie sfaccettature positive e negative, che riesce veramente semplice ritrovarsi in loro, in una situazione, in un atteggiamento, o a "tifare" alternativamente per l'una e per l'altra. Davvero, lo consiglio a tutti, compresi i meno abituati ai romanzi molto lunghi perché la storia scorre veloce anche attraverso gli anni, contiene tanti dialoghi e tanti spaccati di storia mai prolissi.
Per certi versi mi ricorda la "La meglio gioventù", ed infatti tra poco sarà tratta dai libri una serie tv...brrr, speriamo bene!

venerdì, marzo 09, 2018

Le compilation

Non siamo più negli anni novanta, ma ancora oggi continuo a trovare gustosa l'idea di creare delle compilation musicali per gli altri; è un piccolo ma molto personale, dono, un modo per dire "hai visto come ti conosco bene?" o, in alternativa, "ti va di conoscerci meglio?".
La musica è importante, parla al posto nostro e facilita la comunicazione anche nei casi più complicati o più delicati.
Affidare un messaggio ad una canzone è tra le soluzioni più efficaci e più semplici, anche se qualche volta il rischio è di mettersi troppo a nudo, o almeno è così per me. Personalmente non ne faccio spesso; una delle mie tante stranezze è che la musica ha una tale importanza nella mia vita che fatico a condividerla, e quando lo faccio finisco sempre col sentirmi molto "esposta".
Quando voglio DARE della musica, non lo faccio mai a caso o superficialmente, studio, cerco, immagino il destinatario mentre ascolta quei pezzi, cambio mille volte l'ordine, tolgo, aggiungo, ricomincio da capo, finché non sono convinta che quella persona si sentirà pensata durante l'ascolto e mi penserà anche un po' (eh, sono tanto egocentrica, non ne ho mai fatto mistero!).
Tutto sommato si tratta anche un po' di mettermi alla prova, cercando la sottile soddisfazione di aver centrato il punto, aver strappato un sorriso a qualcuno, e sorridere a mia volta: c'è qualcosa di meglio?

giovedì, marzo 08, 2018

Le donne, e tutto il resto

Oggi è la festa delle donne, di quelle deboli, forti, affettuose, algide, indipendenti, geishe, di quelle che sono tutte queste cose insieme e di quelle che non hanno ancora capito come sono o come vogliono essere.
Io, con la mia spavalderia e le mie innumerevoli fragilità, credo di essere immersa (o sepolta?) in tutte queste cose insieme.
Ma tutto questo lo dice, ben più efficacemente di me, Alda Merini:
Ci sono donne…
E poi ci sono le Donne Donne…
E quelle non devi provare a capirle,
perchè sarebbe una battaglia persa in partenza.
Le devi prendere e basta.
Devi prenderle e baciarle, e non devi dare loro il tempo di pensare.
Devi spazzare via con un abbraccio
che toglie il fiato, quelle paure che ti sapranno confidare una volta sola, una soltanto a bassa, bassissima voce. Perchè si vergognano delle proprie debolezze e, dopo averle raccontate si tormentano – in una agonia lenta e silenziosa – al pensiero che, scoprendo il fianco, e mostrandosi umane e fragili e bisognose per un piccolo fottutissimo attimo,
vedranno le tue spalle voltarsi ed i tuoi passi allontanarsi.
Perciò prendile e amale. Amale vestite, che a spogliarsi son brave tutte.
Amale indifese e senza trucco, perchè non sai quanto gli occhi di una donna possono trovare
scudo dietro un velo di mascara.
Amale addormentate, un po’ ammaccate quando il sonno le stropiccia.
Amale sapendo che non ne hanno bisogno: sanno bastare a se stesse.
Ma appunto per questo, sapranno amare te come nessuna prima di loro.
~Alda Merini

giovedì, novembre 24, 2016

Il (davvero) magico potere del Riordino di Marie Kondo

Alcuni mesi fa, complici la mia passione per il Giappone e un po’ di tempo libero, mi sono approcciata al metodo “Konmari”.

Marie Kondo, autrice del libro “Il magico potere del riordino”, nonchè insegnante di lezioni seguitissime in tutto il mondo, ha inventato un efficace metodo, che poco ha a che fare con l’essere ordinati (io, per esempio, sono una persona parecchio disordinata...).

Il concetto di riordino, dice la Kondo, va molto oltre il modo di posizionare gli oggetti all’interno di uno scaffale o un armadio, è un riordino “della vita”, in quanto gli oggetti finiscono il più delle volte per soffocarci senza che ce ne rendiamo conto, e il più delle volte, dopo esserci liberati di tutto ciò che è superfluo, ci appaiono all’improvviso chiare ed ovvie le prospettive, le sensazioni, i desideri che prima ne venivano sopraffatti.
In questo metodo niente è lasciato al caso, bisogna innanzitutto leggere il libro e poi attenersi alle checklist, perché anche l’ordine con cui lavoriamo ha un senso logico e delle motivazioni, sempre ben spiegate.

Leggere il libro è fondamentale per mettere il pratica la tecnica, che si divide in due grandi fasi, cernita e ricollocamento degli oggetti salvati. I principi su cui si basa il metodo sono fondamentalmente questi:
  1.    Si procede solo a CATEGORIE, mai a stanze. Per esempio, se la categoria è l’abbigliamento, non si procede a riordinare l’abbigliamento stanza per stanza, ma raccogliendo da ogni ambiente della casa oggetti della categoria di cui ci si sta occupando, posizionarli TUTTI in modo visibile sul letto e/o sul pavimento, ed iniziare prima osservando, poi toccando gli oggetti, e valutando, pezzo per pezzo, cosa farne... e qui arriva il punto 2!
  2.      Il centro di tutta la tecnica del konmari è stabilire se un oggetto, di qualunque natura sia, ci trasmette gioia. La priorità nel decidere se una cosa va conservata o buttata via non sta né nel valore economico, né da quanto sia nuova o usurata, né tanto meno da quanto sia utile. Va conservata solo se ci dà GIOIA. All’inizio potrà sembrare strano o difficile, ma per esperienza posso dire che dopo i primi minuti, selezionare diventa facilissimo ed automatico, con un aumento esponenziale di soddisfazione e felicità man mano che procediamo e riempiamo buste con gli oggetti di cui ci si disfa!
  3.        Si va avanti una categoria dopo l’altra, passando per esempio da abbigliamento, a libri, a carte o ad oggetti vari, sempre con l’aiuto di tanti consigli pratici e risposte ai quesiti più diffusi
  4.       Solo dopo aver finito la cernita, si può procedere a ridare, o modificare, ad ognuna delle cose che abbiamo salvato, una giusta collocazione, a piegare gli indumenti col metodo konmari (vi consiglio di guardare i tutorial sull’argomento su youtube, vi si aprirà un mondo!), a VERTICALIZZARE ogni categoria man mano che le assegniamo il posto: detto in soldoni, gli oggetti non vanno ammassati, sia perché in qualche modo “soffrono” il peso e lo stress di ciò da cui sono coperti, sia perché gli oggetti sotterrati da altra roba, finiscono col restare lì senza essere toccati, usati, e finiscono quindi con l’essere dimenticati. E se ci pensiamo, dopo aver utilizzato denaro, tempo, attenzione per procurarceli, è veramente molto triste fargli fare questa fine.


Vi assicuro che non si ha effetto boomerang, vi sarà praticamente impossibile per esempio mettere a casaccio una maglia nel cassetto che vedrete riordinato…vi faccio vedere qui accanto qualche mia foto per farvi un’idea di cosa può riuscire a fare una disordinata come me :-)  

La felicità che provo guardando le categorie già riordinate è massima, so che ci vorrà ancora parecchio lavoro per completare tutte le categorie in programma, ma il riordino comporta anche prendersi del tempo per potersi dedicare al 100% a questa attività, ed è quindi perfettamente normale che occorrano settimane, o mesi, per completarlo. Ma ne vale la pena!

Cliccando sulla copertina del libro qui sotto trovate il link di Amazon con l'anteprima, se siete curiosi... :-)
Anteprima Il Magico Potere del Riordino



domenica, novembre 06, 2016

Devi essere come gli altri. Oppure...

Devi essere come gli altri.

Devi essere magra.
Devi vestirti alla moda.
Devi essere cristiana.
Devi credere in dio.

Devi conoscere il nome delle griffe e dei locali, altrimenti rideranno di te.

Non devi dire che trovi folle spendere più di € 30 per una borsa.

Devi farti la messa in piega liscia, anche se hai i ricci naturali, perché bisogna stare in ordine.
Non devi farti la tinta in casa, è da pezzenti.

Non devi dire che tutti i lavori hanno uguale valore e che meritano lo stesso rispetto.

Devi sposarti e avere figli, ma se non puoi averne facilmente, non ti accanire, è contro natura.
Non puoi avere un figlio unico, è da egoisti.

Qualunque cosa farai, qualsiasi cosa dirai, la gente intorno a te si sentirà sempre in diritto, e qualche volta anche in dovere, di metterci il naso, partecipare, esprimere un'opinione, criticare, approvare.
Trai le tue conclusioni e comportati di conseguenza!

domenica, ottobre 23, 2016

Il fumo, e la verità che va guardata.

Negli ultimi mesi, l'Italia si é adeguata alla normativa europea che prevede che il 65% dell'involucro pacchetti di sigarette sia occupato da immagini/frasi "shock", allo scopo di scoraggiarne l'acquisto.
Ho letto e sentito una gran quantità di polemiche in merito, due prevalenti su tutte:
1. " Non é giusto perché i bambini possono impressionarsi trovando in giro queste immagini".
2. "Lo stato non può dirmi che non devo fumare".

Allora. Fumare fa male.
Non è un'ipotesi nè un fatto da dimostrare, è scienza.
Se lasciate i vostri scioccanti pacchetti di veleno in giro per casa a portata di bambino, il problema è vostro, non di chi ci stampa sopra una trachea perforata o un polmone color petrolio. Anzi, mentre i vostri figli stanno lì con la foto in mano e vi chiedono cosa sia, spiegateglielo, insieme a ciò a cui si va incontro scegliendo di fumare. Dire le cose ad alta voce, e dirle a qualcuno importante per noi, può rilevarsi un gran promemoria.

Alla seconda polemica rispondo che avete regione. Avete perfettamente ragione a dire che lo stato non può chiedervi di smettere di fumare, e infatti non lo fa, altrimenti le sigarette non sarebbero più in vendita. Ognuno di noi può fare del proprio corpo quello che gli pare... Del proprio, però. Fumate pure tra le pareti di casa, dentro la vostra auto, in posti privati o anche all'aperto nei casi in cui sia consentito, ma è giusto che la Legge imponga il rispetto, minimo ed essenziale, verso chi non vuole peggiorare la propria salute esponendosi al fumo.
Trovarsi faccia a faccia con la realtà "che non si vede" non è facile, me ne rendo conto, ma già il fatto che se ne stia parlando e che molti fumatori non riescano a guardare i pacchetti, credo sia un piccolo successo.

La verità fa male, ma le sigarette di più.

...e magari fumatevi altro, che fa meno male :p

sabato, luglio 30, 2016

E chi (ri)chiamerai? Ghostbusters-Recensione (NO SPOILER)

Oggi pomeriggio, trascinata dal mio capo settenne e con grande scetticismo da nerd, ho visto al cinema il nuovo Ghostbusters, e vi annuncio di essere sopravvissuta.
È chiaro che qui non si tratta di recensire film d'autore o dal significato profondo, bensì del più semplice, immediato, puro... cazzeggio!

Nonostante il gran numero di preconcetti con cui ho approcciato il film, che è nell'olimpo dei miei feticci infantili, sono infatti riuscita a trovare diversi lati positivi nel remake, primo tra tutti aver mantenuto una grande ironia senza sfociare nella più facile volgarità, strappando più di un paio di vere risate in noi spettatori.
Secondo, quelli della mia generazione hanno gioito ad ogni divertente cameo di precedenti protagonisti, tutti presenti eccetto purtroppo Harold "Egon" Remis che ci ha lasciato un paio d'anni fa.
Terzo grande punto a favore: una piacevolissima colonna sonora in cui ovviamente troneggia la vecchia canzone originale rimodernata quanto basta, ma anche tanti bei pezzi anni 80 che accompagnano folli coreografie improvvisate dalle nostre ragazze fantasma.
Quarto...Lo devo dire: io non so quanto lui abbia guadagnato per farlo, ma vedere Chris "Thor" Hemsworth nel ruolo secondario del bellissimo quanto imbecille segretario delle ghostbusters è stato impagabile, non solo perché era fuor di dubbio un bello spettacolo, ma soprattutto perché essersi prestato ad interpretare un personaggio simile, lo rende ancora più simpatico. Lo stesso dicasi per Andy Garcia nel ruolo del sindaco... da vedere.

Detto questo, certo non ritengo di aver assistito ad un capolavoro, non è assolutamente al livello di intelligenza dei due film originali, le attrici non sono secondo me molto carismatiche, la trama poteva essere costruita molto meglio e infine ho trovato alcune parti troppo lente ed altre troppo veloci.

A conti fatti, lo consiglio a chi abbia voglia di trascorrere un paio d'ore serene, senza troppe pretese, non cerchi di fare troppi paragoni col vecchio film e non abbia problemi con gli ectoplasmi, presenti in smisurata quantità :p

Trailer: https://youtu.be/kUJiK0RbnbU

mercoledì, luglio 27, 2016

Io non sono razzista, ma!

La notizia di oggi è questa:
Trova disabili nel villaggio vacanze, la recensione: “Non è un bello spettacolo"

A quanto pare, devo farmi una ragione del fatto di vivere in un paese così.
Vivo nel paese in cui "io non ho niente contro i gay, basta che si bacino a casa loro, che qui ci sono bambini".
Vivo nel paese in cui "io non sono razzista ma che ci vengono a fare qua gli africani, che già abbiamo problemi noi a campare?".
Vivo nel paese in cui "in spiaggia c'era uno senza gambe, ma ti sembrano spettacoli da mostrare in giro? Poteva essere più discreto...".

Vivo persino nel paese in cui un turista vuol chiedere i danni perché non è stato informato per tempo della presenza di un numeroso gruppo di disabili nel villaggio turistico, anche se ovviamente lui non ha niente contro queste persone, ma non è così che voleva passare le vacanze.

A questo signore vorrei suggerire, finché è in tempo, di portare i suoi figli a fare volontariato presso qualche associazione, perché il danno che sta arrecando loro è incalcolabile.
Vorrei inoltre fargli notare che la sua presenza, nella struttura turistica, ne ha certamente abbassato notevolmente il valore e che probabilmente col suo sguardo indagatore ed i suoi musi lunghi ha contribuito a rovinare la vacanza dei suoi momentanei vicini di casa.

Io non sono razzista ma... Uno è libero di essere una testa di minchia, purché lo faccia a casa sua.. O no?

sabato, luglio 16, 2016

A forza di essere vento

Cari concittadini catanesi, mi vergogno tanto.
Dopo quello appiccato qualche settimana fa in viale Africa, ieri sera qualcuno di voi ha pensato bene di datr inizio ad un altro immenso incendio che sta devastando il campo rom di via Zia Lisa, e che sta distruggendo tutto (il poco) che ha questa gente, costringendola alla fuga.
I commenti che ho letto sui social, qualcuno anche di gente conosciuta, mi hanno fatto venire la nausea: "speriamo non restino neanche le ossa", "tanto visto che siamo in Italia li piazzeranno da qualche altra parte togliendo risorse a noi", sono tra le frasi più blande che mi sono passate davanti...
Oggi poi mi sono imbattuta in una cosa che mi ha IMBARAZZATA ancora di più, ossia la rabbia dei miei illustri compagni di città perchè le fiamme in parte stanno colpendo anche il cimitero, che è proprio a ridosso del campo incendiato... ed è ovvio, c'è una logica perfetta dietro questi ragionamenti, chisseneimporta degli zingari, ma guai se ci toccano i morti!
A un certo punto le parole finiranno... lo sconcerto dovrà prima o poi diminuire... nel frattempo lascio la parola a chi sull'argomento sapeva esprimersi di gran lunga meglio di me, a forza di essere vento...


venerdì, giugno 10, 2016

Pensieri pericolosi

Domani, acquistando Il Giornale in edicola, si riceverà in regalo una copia del Mein Kampf.

Mah, non sono sicura di come la penso. Agevolare la diffusione di questo libro è un male? Sarebbe una sorta di censura nasconderlo, e si sa come va a finire con le cose che "non si devono leggere".

Ha ancora potenzialmente la capacità di influenzare le masse? Non credo.

Può essere un modo di ricordare agli smemorati la follia e la malvagità di un certo tipo di teorie? Può darsi.

Lo scopo del Giornale è risvegliare contorti idealismi o solo vendere di più? Si saranno posti qualche domanda intelligente prima di questa iniziativa editoriale? Ho qualche perplessità in merito.

Nel dubbio, non mi sento di condannare la scelta.. Il libero arbitrio ce l'abbiamo tutti, non sarà un libro in omaggio a creare una nuova shoah, anche perché presupporrebbe LEGGERE, mica una cosina da poco!

mercoledì, giugno 08, 2016

Per un pugno di like

Tra le psicofollie figlie dei social network, il potere del like supera di gran lunga tutti gli altri, provocando alternativamente tragedie familiari, devastazioni adolescenziali, pippe mentali di vario genere e di varia entità! ;-)
Un like in più o in meno può cambiare il corso della giornata, l'umore della settimana, la depressione del mese.
Che poi possiamo fare i fighi e i superiori quanto vogliamo, ma non negate di aver fatto almeno una volta ragionamenti al limite della malattia mentale del tipo:
  • Tipa/o che mi piace e non mi mette mai un like: OMMIODDIO e ora che faccio? Che gli dico? Perchè non mi considera? Ho sbagliato tutto nella mia vita, sicuro! Vediamo se è connesso... OMMIODDIO è pure connesso, perchè non clicca?!?
  • Tipa/o che mi piace e mette il like: e niente, sono il più figo dell'universo, col mio fascino indiscutibile posso conquistare chi voglio, Pinco Pallino ha messo il like quindi posso iniziare a programmare la cerimonia nuziale e l'iscrizione dei bambini alla scuola privata (o è meglio la pubblica?).
  • Tipa/o che mi piace ma mette il like AD ALTRI: ecco, lo sapevo, mette il like a quella lì perchè sicuramente è zoccola. Chissà che ha fatto per convincerlo, c'è sicuramente sotto qualcosa anche se il like è alla foto della vicina di casa con le pantofole a forma di coccodrillo.
Oppure ancora...
  • Amico/a che mi mette un like. VERSIONE 1: ma che vuole? Perchè si fa gli affari miei? Non ha niente da fare invece di stare tutto il tempo a leggere la mia bacheca?!? Rosica, rosica... VERSIONE 2: chetelodicoafare, sono l'idolo delle masse!
  • Amico/a che non mette un like: bhè, poco male, in fondo lo sapevo che non era granchè, anzi quasi quasi gli tolgo l'amicizia...
Ok, adesso vi lascio, devo andare a controllare le notifiche di Facebook.. :D

domenica, giugno 05, 2016

Sara e le cose che non vogliamo vedere

Il punto, qui, non è il femminicidio (ma quanto è stupida questa parola??). Secondo me un atto brutale come quello di cui è stata vittima Sara non è strettamente legato al suo essere donna, ma al fatto che lei si sia rifiutata di vedere la realtà nella propria relazione.

A quanto pare i segnali c'erano: i litigi violenti, gli appostamenti a lavoro e fuori, la gelosia incessante, le richieste di modifica dell'abbigliamento.
Non voglio dire che la colpa sia stata della ragazza... Non ha certo responsabilità per essere stata speronata, colpita,  strangolata e bruciata... Non voglio dire che se la sia cercata, non lo penso nemmeno lontanamente.
Voglio dire che troppo spesso i sentimenti rendono ciechi, e questo vale per donne e uomini; alcuni comportamenti non andrebbero mai tollerati perché, anche quando non scadono nella ferocia di certe situazioni estreme, non potranno mai portare nulla di buono, e sono quindi soltanto da stroncare, senza SE, senza MA, senza accettare scuse o rimorsi.

Caro ipotetico compagno/a, per quanto io possa essere fastidiosa o possa farti saltare i nervi...sappi che:
Se mi urli contro dalla mattina a sera, non è amore!
Se mi segui di nascosto, non è amore!
Se mi metti le mani addosso anche soltanto un'unica volta, non è amore!
Se anche solo minacci di farlo, non è amore!
Se vuoi controllare la mia esistenza invece di essere lusingato dalla mi a scelta di condividerla con te, non è amore!
Non tollerate, non fate finta di non vedere, certi segnali sono talmente evidenti! La gelosia, il controllo, la manipolazione, non vanno mai accettati, apriamo gli occhi!

Svegliamoci, su.

lunedì, maggio 23, 2016

23 maggio 1992

Mi ricordo perfettamente quel giorno, avevo 12 anni e francamente ero parecchio ingenua e veramente poco informata sulla politica... e forse anche su come funzionava il mondo.
Del 23 maggio 1992, nel pomeriggio, ricordo soprattutto il silenzio.
Non capivo bene che cosa stesse succedendo, e in effetti non lo capisco bene nemmeno oggi, ma per motivi diversi.
Il silenzio era nel condominio, in strada, in casa; i miei stavano zitti zitti sul divano, e guardavano serissimi la tv, e nella mia testa di dodicenne priva di problemi,  all'improvviso apparve un nuovo, cattivissimo mondo.
Dei giorni successivi, l'altra cosa che ricordo con lucidità è il discorso della vedova Schifani, e il suo disperato "io vi perdono", che troppo presto, forse, è stato dimenticato.
Non bisognerebbe mai dimenticare le brave persone, bisognerebbe impegnarsi per esaltare gli eroi nelle fiction in tv, non i mandanti delle stragi.

domenica, maggio 22, 2016

Credo in..?

Di recente, le parole del sacerdote durante un funerale, le sue promesse di resurrezione, le rassicurazioni sull'incontro con i cari estinti in un indefinito futuro, il fantascientifico racconto di Lazzaro, mi sono suonate vuote come non mai.
Qualcuno mi ha chiesto: ma se non credi che ci sei venuta a fare? Ho risposto: non credo in dio, ma nelle persone si.
In realtà io credo in un sacco di cose, e mentre la gente, in chiesa, recitava meccanicamente il mantra cattolico, io pensavo alla mia personale professione di fede :)

Credo innanzitutto nell'amore! Tra fidanzati, sposati, genitori e figli, nonni e nipoti...
Credo che l'amore si trasformi nel tempo, e che, se vero, non finisca mai.
Credo negli occhi, dove sta tutta la verità che ci serve.
Credo nella gente, negli amici, in quelli che vedi ogni giorno ed in quelli che vedi ogni 10 anni.
Credo che, se non comporta un sacrificio insostenibile, bisogna perdonare e passare oltre, e credo che bisogna allontanare per sempre chi ci provoca più dolore che sorrisi.
Credo che se vuoi vivere in questo mondo lo devi rispettare e curare, senza aspettare che lo faccia qualcun'altro.
Credo che i confini siano solo nelle teste, e che facciamo tutti parte di un'unica razza: quella umana.
Credo che chi inizia una frase con "non sono razzista ma.." sia un razzista, e non lo voglio intorno.
Credo che bisogna nutrire il corpo ma anche l'anima, con la musica, la poesia, i dipinti, il cinema.
Credo che sia bello restare sempre un pò bambini leggendo un fumetto o guardando un cartone, facendolo possibilmente insieme a loro.
Credo che bisogna ridere ogni volta che ce n'è l'occasione...e se non c'è, possiamo sempre crearla noi.
Credo che bisogna lavorare per i soldi, ma soprattutto per rendersi utili.
Credo che quando si muore, si muore e basta, quindi tanto vale fare ora tutto quello che vogliamo fare, perché la vita è una, non ne conosciamo la durata, ma possiamo scegliere esattamente cosa farne.

Ecco, io credo in queste cose qui, tra le altre :)

~Rossella, La Leopardessa

domenica, maggio 15, 2016

Don Camillo

Confesso che, tutte le volte che facendo zapping inciampo in Don Camillo e Peppone, mi fermo e li (ri)guardo. Sarà che il "Mondo Piccolo" descritto da Guareschi è rassicurante, col parroco partigiano reazionario-ma-non-troppo, il sindaco comunista ma non così tanto da impedire alla vecchia maestra di avere la bandiera del Regno al proprio funerale... Brescello è uno spaccato dell'Italia appena uscita da un lungo periodo nero, in cui le rivalità non sono mai estreme, in cui i protagonisti aderiscono alle ideologie senza mai dimenticare che il primo movimento a cui appartengono è l'umanità, in cui magari ci si lamenta e si litiga ma mai si nega la mano al vicino di casa. L'Italia che vorrei, insomma.

martedì, maggio 10, 2016

"Il mondo sarebbe un posto di merda senza le donne. La donna è poesia. La donna è amore. La donna è vita. Ringraziala, coglione!" (Bukowski)

Questa cosa della donna forte c'ha scassato i cabasisi, direbbe il mio amato commissario Montalbano. Cosa vuol dire poi essere una donna forte? Che risolve problemi tipo Mr. Wolf? Che è in grado di gestire contemporaneamente l'attività di madre, moglie e lavoro fuori casa? Che non piange mai? Che non si ammala? Che guarda sempre avanti e corre come un treno?
Questo non vuol dire essere forti, vuol dire solo essere pratici.
O magari dipende dagli occhi con cui la guarda l'uomo che ha accanto?
La forza di una donna è un'altra cosa, e non sarà mai necessario spiegarla ad un uomo... forte. 
Le consapevolezze, le insicurezze, le ferme certezze di una cosiddetta donna forte, sono l'essenza stessa della sua energia, della sua robustezza.
E cose tipo le quote rosa, signori, quelle sono un'offesa alla nostra intelligenza, o almeno lo sono alla mia. Che non è niente male! 

giovedì, maggio 05, 2016

Fortuna

Povera Fortuna, con un nome che ora sembra una battuta di pessimo gusto. 
Delle tue orribili sofferenze, delle violenze subite alla tua piccola età, del silenzio che ha accompagnato le tue torture, siamo complici tutti, non solo i tuoi vicini di casa che hanno taciuto per due anni. 
Siamo tutti complici ogni volta che guardiamo un delitto, un sopruso, una cattiveria gratuita e ci voltiamo dall'altra parte. 
Insieme al mostro che ti ha ha spinta giù dall'ottavo piano perché rifiutavi l'ennesima violenza, ti hanno uccisa il silenzio e l'indifferenza...


lunedì, maggio 02, 2016

La magia delle parole

Sono molto affascinata da chi sa giocare con le parole saltellando da un genere all'altro, da chi sa utilizzarle per volare e ritornare giù con grande disinvoltura.
Tra gli autori contemporanei, due di quelli che lo sanno fare superbamente sono Daniel Pennac e Stefano Benni.
Tutti e due sanno farmi accendere il cervello, mi fanno pensare, mi invitano a cercare i significati doppi e tripli di ciò che scrivono, ed entrambi, con la loro sfrenata fantasia, usano geniali neologismi e riescono a trasformare termini di uso in comune in parole apparentemente nuove.
Oggi sono in sindrome da copia/incolla, e quindi ecco qualche piccola perla:


  • E ci sono periodi molto maperò nella vita. Il fiume degli eventi ristagna e non si sa quale direzione prenderà, e andiamo alla deriva in acque torbide. Poi l'acqua diventa limpida, il torrente scorre, e tutto torna trasparente. Così fu la mia vita, da quel mattino. (S. Benni, "Margherita dolcevita")
  •  Era l'inferno: file di auto sotto la pioggia, strade chiuse, ingorghi da cui saliva una canea di clacson. Mostri con macrocrani rotondi e istoriati procedevano su motosauri a due ruote, zigzagando per sensi unici e marciapiedi. Alla fermata del dragobruco in ritardo c'erano già almeno 50 persone fradicie e inviperite... (S. Benni, "Achille Piè Veloce)
  • Bisogna assomigliare alle parole che si dicono. Forse non parola per parola, ma insomma ci siamo capiti. (S.Benni, "Saltatempo")
  • Torna naturalmente al trucido feuilleton del Grande Magazzino dove finzione e realtà copulano allegramente (D.Pennac, Il paradiso degli orchi)
  • Non ti lascerò sola in questo bianco e nero. (D.Pennac, Il paradiso degli orchi)
  • È strano, l'uomo. In quel momento facevo ancora in tempo a defilarmi ringraziando il buon dio Caso. Ma una delle innumerevoli caratteristiche che distinguono l'uomo dalla bestiola è di volerne di più. E anche quando la quantità è sufficiente, reclama la qualità. I fatti brutti non gli bastano più, vuole anche i "perché", i "come" e i "fino a che punto". (D.Pennac, La fata carabina)
  • Un errore giudiziario è sempre un capolavoro di coerenza. (D.Pennac, Signor Malaussene)

Etc, etc, etc...